Diritto di Polizia – Dalla funzione ai provvedimenti di Polizia -di Arturo Iannuzzi

Arturo Iannuzzi:

“Primo Dirigente della Polizia di Stato, con incarico di vice consigliere ministeriale in materie giuridiche e ordinamentali presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Specializzato con lode nelle Professioni Legali. Perfezionato in Scienze criminologiche, penalistiche e processualpenalistiche, in Amministrazione Locale e in Diritto dell’Unione europea. Autore di numerose pubblicazioni.”

Abstract :

 iannuzzi-diritto-di-poliziaIl presente lavoro s’inserisce nel filone tematico inaugurato dall’Autore con le opere collettanee intitolate “Manuale di diritto di pubblica sicurezza” e “Compendio di pubblica sicurezza”, accompagnate dal “Codice delle leggi di pubblica sicurezza” curato integralmente dallo stesso Autore e puntualmente aggiornato annualmente.

Esso nasce dall’esigenza di traguardare il c.d. “diritto di polizia” nell’alveo del diritto pubblico, pur nel rispetto della sua “specificità” ordinamental-funzionale, al fine di ascrivere dignità scientifica autonoma ad una materia da sempre magmatica e, quindi, di “codificare” un diritto di polizia, inteso come insieme di istituti e strumenti giuridici volto a garantire alle forze di polizia un puntuale ed efficace perseguimento della funzione istituzionale di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.

            A tali fini, la ricostruzione muove da una disamina, dottrinal-giurisprudenziale, in chiave innovativa, della funzione di polizia, nelle sue diverse declinazioni normativa, oggettuale, strutturale, funzionale e contenutistica.

            Più precisamene, dopo una ricostruzione delle fonti normative, si passano in rassegna gli ambiti d’intervento, i profili funzional-coordinamentali ed, infine, le forme di estrinsecazione del diritto di polizia.

            Il nucleo centrale del lavoro è rappresentato da uno studio attento e meticoloso dell’attività provvedimentale ed attizia di polizia.

            In particolare, l’attenzione si concentra sui provvedimenti di polizia previsti e disciplinati dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza del 1931 e dal relativo regolamento di esecuzione, i quali vengono sussunti nell’alveo delle categorie fondamentali del diritto amministrativo e, quindi, delle principali tipologie di provvedimenti amministrativi conosciute dalla dottrina e dalla giurisprudenza.

            Dopo una breve disamina dei c.d. mezzi di polizia, intesi come mezzi di attuazione dei provvedimenti di polizia, il lavoro estende il suo perimetro di valutazione anche a quei provvedimenti di polizia disseminati nella normativa speciale di pubblica sicurezza e riservati alla competenza delle Autorità di pubblica sicurezza.

            In particolare, l’analisi involge le misure di prevenzione previste dal c.d. codice antimafia e dalle leggi speciali, i provvedimenti di polizia disciplinati dalla normativa in materia d’immigrazione e, da ultimo, i provvedimenti di prevenzione previsti dalla legislazione in materia di sostanze stupefacenti e psicotrope.

            In conclusione, sembra opportuno ed ormai indilazionabile, specie nell’attuale congiuntura contemporanea, un intervento legislativo volto a razionalizzare, in chiave moderna e conforme al composito quadro normativo vigente, il complesso apparato legislativo (e non solo) preesistente, creando una parte generale di diritto di polizia, che informi, in un rapporto di genus a species, tutti i diversi settori in cui si articola, anche attraverso la previsione di nuovi istituti giuridici che possano consentire un più efficace assolvimento dei compiti istituzionali delle forze di polizia.

Problema campi nomadi.

Come è noto, i campi nomadi (rectius: la loro gestione) rappresentano un importante problema di sicurezza pubblica per vari ordini di ragioni, quali, nell’ordine,

  • la frequente presenza in queste strutture di persone con precedenti di polizia (espulsioni, denunce all’Autorità giudiziaria et similia) e/o penali;
  • la mancata identificazione di quanti sono presenti presso i campi nomadi (sovente, si tratta di cittadini di nazionalità rumena e, quindi, comunitaria, con tutti i problemi giuridico-applicativi che derivano da una normazione magiormente favorevole rispetto a quella prevista per i cittadini estracomunitari);
  • l’omessa o, comunque, la scarsa possibilità di controllo dei campi, da parte delle forze di polizia.

Tutto questo si traduce in un grosso pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica, con seria compromissione dei rapporti con i cittadini italiani ivi residenti, che sono sovente destinatari di reati contro il patrimonio commessi con violenza o di altre situazioni dannose per la sicurezza collettiva.

A tali fini, si riterrebbe opportuno quanto segue:

  • cesimento identificativo di tutti le persone presenti nei campi nomadi, con acquisizione preventiva delle impronte digitali e costituzione di una apposita banca dati;
  • incremento delle misure di controllo di polizia attualmente previste, mediante la previsione di norme giuridiche specifiche, volte ad ampliare il raggio di azione dell’articolo 16 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (estensione della facoltà di accesso degli ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza anche ai campi nomadi, in qualsiasi ora della giornata, allo scopo di controllo meramente amministrativo ed a prescindere dalla commissione di reati);

2a) introduzione di fattispecie di illecito amministrativo, di natura sia pecuniaria che interdittiva, a carico di coloro che siano sprovvisti di documento identificativo in corso di validità, con applicazione solo in via sussidiaria del reato di cui all’articolo 6, comma 3 del decreto legislativo n. 286 del 1998 e succ. mod.;

2b) previsione di misure di prevenzione personali ad hoc, con funzione simbolico-espressiva, sulla falsariga degli istituti dell’avviso orale e dell’ammonimento, accompagnati da eventuali misure restrittive della libertà personale sempre di natura preventiva;

2c) competenza radicata in capo alle Autorità di pubblica sicurezza, con eventuale convalida dell’Autorità giurisdizionale solo in caso di misure de libertate.