Non appena si è diffusa la notizia del conflitto a fuoco, avvenuto a Milano e che ha visto la Polizia di Stato neutralizzare un feroce terrorista islamico, che ricordiamo ha ucciso barbaramente degli innocenti e che non ha esitato un solo istante a sparare contro i nostri colleghi che gli avevano intimato l’alt per un controllo di Polizia, quasi subito sono apparse sui numerosi social delle informazioni e delle foto che abbiamo ritenuto nell’immediatezza alquanto riservate sull’identità degli operatori di Polizia che hanno operato. Stigmatizziamo qualsiasi tipo di strumentalizzazione politica fine a se stessa, riteniamo ridicole alcune affermazioni avventate rilasciate da pseudo politici innovativi che non stanno ne in terra ne in cielo e che dovrebbero ringraziare, senza riserve alcune, le forze di Polizia Italiane che con serietà, dedizione e professionalità, assicurano nel nostro paese convivenza civile impedendo crimini efferati.
Occorre riflettere, secondo il Movimento dei Poliziotti Democratici e Riformisti, sulla necessità, considerato l’episodio, di garantire, per il futuro, in modo assoluto l’anonimato sull’identità di qualsiasi tutore dell’ordine che si trova coinvolto in simili importanti operazioni di Polizia.
Il terrorismo nazionale ed internazionale, così come la criminalità organizzata, si nutre di questo tipo di informazioni che mettono in serio repentaglio l’incolumità dei singoli operatori delle forze dell’ordine e le loro famiglie, quindi, come nel recente passato, occorre ripristinare i massimi livelli di salvaguardia e di riservatezza e su questa necessità tutti dobbiamo contribuire, nessuno escluso.
Roma, 23 Dicembre 2016
LA SEGRETERIA NAZIONALE
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