In questi giorni si è alimentata nel nostro paese la polemica sulla necessità o meno di trasferire i cittadini extracomunitari introdottisi illegalmente nel territorio Italiano presso i centri in Albania , e precisamente a Gjader dove sono già operative tre strutture, un centro per il trattenimento di richiedenti asilo di 880 posti, un Cpr di 144 posti ed un penitenziario (20 posti). Con un continuo riferimento alle spese che il nostro paese sta sostenendo con questo accordo, siglato tra il Governo Italiano e quello Albanee, oggi si è passati ai costi vivi che ciascun operatore di Polizia che espleta servizio presso quei centri percepisce. Quest’ultima ci è sembrata un uletriore attacco all’attività svolta da professionisti della sicurezza a cui è stato ordinato di espletare tale attività …leggi il comunicato stampa
Comunicato stampa
ALBANIA: RIDICOLO SCANDALIZZARSI PER COSTI FORZE DI POLIZIA IN SERVIZIO IN TERRITORIO ALBANESE. AUSPICABILE EVITARE IL CONTINUO VILIPENDIO A CUI SIAMO SOTTOPOSTI
Crediamo sia davvero riduttivo parlare di un aggravio di spese per i centri di accoglienza in Albania per le forze di Polizia in missione all’estero.
La politica sembra utilizzare la sicurezza a proprio piacimento, ribadiamo che le forze di Polizia producono sicurezza nel nostro paese e fuori i nostri confini territoriali li dove siamo chiamati a svolgere il proprio dovere,e questo senza distinzione di razza o ideologia politica e/o religiosa, un politico Italiano tra indennità rimborso spese e mezzi gratuiti,oltre a lauti stipendi e vitalizzi, costa molto di più, ma nessuno si scandalizza, eppure lavorano comodamente in Italia.
Alleggerire la pressione dei flussi migratori lo riteniamo certamente un beneficio per l’intera collettività, nel rispetto, comunque di quei valori indispensabili di rispetto dei valori umani e di vita.
Nel contempo non possiamo non notare un rallentamento per quelle norme utili a salvaguardare l’operato delle forze di Polizia vittime di continue aggressioni nell’esercizio della propria funzione.
Roma, 2.11.2024
LA SEGRETERIA NAZIONALE
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