Trascriviamo qui di seguito il nostro punto di vista sul contratto di lavoro che ci accingiamo a sottoscrivere, sempre che qualcuno non ne ostacoli la firma proponendo contratti mirabolanti alzando l’asticella delle pretese, rispetto a ciò che è stato già stanziato e che difficilmente in questa fase potrà essere rimpinguato , ma come si suol dire, mai smettere di sognare, anche se lo facciamo da troppi anni …….
CONTRATTO DI LAVORO FORZE DI POLIZIA TRIENNIO 2025/2027
STOP ALLE CHIACCHIERE VOGLIAMO FATTI CONCRETI
RENDIAMO EFFICACI LE RISORSE DISPONIBILI E PENSIAMO AL FUTURO DEGLI UOMINI IN DIVISA
Come ampiamente divulgato, il 26 gennaio si è svolto il tanto agognato incontro per discutere fattivamente il contratto di lavoro del triennio 2025/2027 riguardanti il personale non dirigente delle Forze di polizia a ordinamento civile (Polizia di Stato e Corpo di Polizia penitenziaria), delle Forze di polizia ad ordinamento militare (Arma dei Carabinieri e Corpo della Guardia di finanza) e delle Forze armate (Esercito italiano, Marina militare e Aeronautica militare).
A questa riunione erano presenti, per la parte pubblica, il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, il Sottosegretario di Stato al Ministro dell’Economia e delle Finanze, On. Lucia Albano, il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Sen. Paolo Zangrillo e il Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia, On. Andrea Delmastro delle Vedove.
Sappiamo altresì che sono stati stanziati per questo contratto ben 1.755 milioni di euro per l’anno 2025; 3.550 milioni di euro per l’anno 2026 e 5.550 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2027, e come sempre, pochi lo dicono, a queste somme devono essere sottratte l’indennità di vacanza contrattuale che a tutt’oggi stiamo percependo in busta paga, considerato che il nostro contratto è già scaduta da un anno, siamo convinti che già fin troppo tempo abbiamo perso fino ad oggi, e questa volta un ritardo che non è stato causato dalla parte pubblica e/o dal Governo di turno, ma da meri interessi di natura “sindacale”.
Il primo ritardo, perché le nuove OO.SS. militari reclamavano i permessi sindacali e successivamente per un mero calcolo di numeri di rappresentatività delle OO.SS. della Polizia di Stato, una vicenda che a tutt’oggi ha degli strascichi e che comunque lascia l’amaro in bocca ai tanti colleghi che ogni giorno devono affrontare e fare i conti con il c.d. caro vita sempre più incalzante nella rispettiva vita privata, e che sicuramente nulla hanno a che vedere con il mondo reale di chi affronta ogni giorno tantissimi problemi, sia nell’ambito familiare, che nell’ambito lavorativo a causa di uno stipendio non corrispondente alle evidenti necessità economiche familiari e personali.
Ma torniamo al fase contrattuale avviata con il Governo, per Noi del Movimento dei Poliziotti Democratici e Riformisti le somme destinate al nostro rinnovo contrattuale devono essere inserite tutte, o la percentuale consentita per legge, al trattamento economico fisso e continuativo. Questo consentirebbe a tutti di avere due vantaggi, uno immediato, ovvero un aumento netto in busta paga, e il secondo per la futura pensione .
Noi, a differenza di chi ha perorato l’innalzamento dell’età anagrafica di permanenza in servizio di ulteriori due anni, insistiamo sulla necessità di istituire i c.d. fondi pensione, e di accorciare i limiti di permanenza anagrafica e di aumentare economicamente le pensioni delle forze dell’ordine , che ogni giorno difendono la sicurezza dei cittadini Italiani.
Insistiamo nel dire che per quanto riguarda le voci accessorie, servono ulteriori stanziamenti che possiamo affrontare in una fase successiva al contratto già scaduto, come dovrà essere sostenuto e risolto l’enorme arretrato economico derivato dagli straordinari eccedenti e contestualmente la previdenza dedicata/complementare, i Poliziotti Italiani con l’introduzione del trattamento pensionistico retributivo, percepisce e percepirà pensioni che li renderà poveri .
E smettiamola di parlare di argomenti che nulla hanno a che vedere con il contratto ma solo becero populismo per continuare a prendere per i fondelli.
Questi gli argomenti da affrontare con serietà determinazione, senza continuare a prendere per i fondelli la categoria, i Sindacati hanno l’obbligo di proporre ed ottenere migliorie dai vari governi e non norme capestro e/o peggiorative e cosa più grave dare l’impressione di proporre tanto per poi non dare nulla..
Roma, 29 Gennaio 2026 LA SEGRETERIA NAZIONALE
![]()







































